GranFondo Eddy Merckx 2011

Inattesa, inaspettatamente dura e ottimamente organizzata. Questo potrebbe essere il riassunto dell’edizione 2011 di questa Gran Fondo.
Inattesa in quanto non era prevista nel ‘calendario’ personale, infilata dentro lo scorso week end in fretta e furia e pagando il supplemento ‘ritardatario’, nonche’ guadagnandomi l’entrata in ultima griglia; inaspettatamente dura perche’ sebbene fosse una decina di chilometri in meno della Cunego e con circa 200m in meno di dislivello, le due cose messe insieme hanno dato una sferzata alla ‘cattiveria’ delle salite, che presentavano tratti piu’ impegnativi rispetto alla gara dedicata al ciclista di Cerro; ottimamente organizzata perche’ non ho rilevato problemi di sorta, veloci alla consegna del pacco gara, ottima dislocazione sul percorso, strade tutto sommato buone (ma non dipende dall’organizzazione) e ottimi ristori durante e post gara.
Sveglia alle 6.00, ultimi controlli e via verso quel di Brentino Belluno: oggi sono da solo. C’e’ gia’ movimento, ciclisti in fase di riscaldamento nonostante manchino piu’ di 40 minuti al via, fissato per le 8.30, auto che arrivano e cercano parcheggio, cittadini incuriositi (o incazzati) alle finestre. Mi avvio verso la griglia passando davanti al via, allungo gli occhi per vedere se vedo qualcuno da salutare ma stranamente non noto Gabriele Orsi (arrivera’ 13mo assoluto sul lungo), solitamente piuttosto in anticipo, sfilo camminando il serpentone delle transenne, le griglie sono presidiate anche dai militari per cui nessuno si lamentera’ dei soliti furbi. Cerco Roberto Ghilardini sempre per dargli un cenno di saluto, ma non vedo nemmeno lui, nel frattempo Gabriele mi passa a fianco in senso contrario giusto per un ‘Ciao Gabri’. Incontro un altro paio di amici, Alberto e Giancarlo, con i quali scambio due parole e poi via, in fondo, ma proprio in fondo, ai partenti 🙂 Il primo pezzo e’ tutto da fare in velocita’, spero che ci sia qualcuno con la voglia di tirare un treno anche qui dietro, non trovarlo significherebbe perdere un sacco di tempo solo per arrivare a Domegliara. Fortunatamente prima del via le griglie vengono un po’ compattate, quindi posso addocchiare qualcuno da agganciare.
Via…i pedali iniziano a girare, mi sento abbastanza bene per cui salto da un treno all’altro, cercando di trovare qualcuno con il ritmo giusto e la strada corre veloce fino alla salitella di Zuane, la faccio bene non certo come l’ultima volta quando avevo 140km nelle gambe, poi sempre in velocita’ si arriva a Domegliara, dove, passato il paese, mio fratello, la Federica e Andrea (tutti Verona Bike – Sportler) mi attendono per accompagnarmi nelle successive salite.
La prima e’ quella verso Mazzurega, non impossibile ma con dei tratti un po’ piu’ impegnativi, in particolare il primo chilometro. Un dolore al gluteo che mi e’ uscito dopo la Cunego inizia a darmi fastidio, prendendo anche il ginocchio…faccio finta di non sentirlo, cambio la pedalata andando piu’ a fondo con il tallone e pare che la situazione migliori un po’. Arrivati sopra inizia la discesa verso Fumane, bellissima e veloce, come piace a me.
La seconda salita, quella vera, e’ quella che sale a cascate del Molina in una cronoscalata dedicata al Cannibale, e poi proseguire fino a Fosse. E’ una salita strana, con tratti piuttosto duri, mai troppo semplice in cui e’ importante recuperare nei brevi tratti in cui diventa piu’ pedalabile. La gente e’ tanta, il ritmo buono, il gluteo continua a farmi male, in genere e’ sopportabile, ma a volte mi fa venire la malsana idea di lasciar stare e rientrare, ma fortunamente la testa riesce a cacciare indietro questi malsani pensieri.
A Fosse si gira per Sant’Anna d’Alfaedo su un altro tratto in salita ma su cui si va piuttosto veloci e noto con piacere che da un po’ non sento piu’ dolore alla gamba, segue poi una veloce e breve discesa, per poi risalire di nuovo a Fosse. Il grosso e’ fatto. Giu’ in picchiata lungo la Peri-Fosse, mi diverto come un matto a sorpassare gruppi di ciclisti, mettendo un po’ a frutto anni e anni di moto, tirando le staccate 🙂
In fondo valle, mancano 10km eppure Rivalta e’ dall’altra parte dell’Adige e c’e’ un comodo ponte proprio qui davanti 🙂 Trovo due persone (mi pare della Turnover) cui chiedo se posso attaccarmi a ruota, cenno positivo e via, a tutta per l’ultimo tratto, poi arrivano altri che si agganciano dietro fino a formare un bel gruppo. Sto bene, la gamba va tranquillamente e riesco a rilanciare nei momenti in cui qualcuno cerca di allungare il passo.
Al cartello del -1km la gomma davanti inizia a molleggiare, segnale inequivocabile di una foratura, ma non voglio mollare il gruppo per cui continuo a spingere; l’ultima curva secca a 50m dal traguardo la prendo con mille attenzioni, cadere e’ un attimo ma alla fine, pur con la gomma praticamente a terra riesco a tagliare il traguardo: 3h15m39s di real time
Riconsegno il chip (coda causa problemi tecnici pare, ma una volta che si sono decisi di dare i soldi senza troppi controlli si va via veloci), spingo la bici per oltre un chilometro fino alla macchina, carico armi e bagagli e me ne torno a casa, soddisfatto e contento come una Pasqua, canticchiando le canzoni che passa la radio. Il gluteo ricomincia a farsi sentire, e continuera’ a farlo per il resto della giornata 🙂 ma ormai non mi interessa piu’.

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