Reclamare i soldi

E’ di questi giorni la notizia secondo cui i correntisti di una banca inglese, la Northern Rock, starebbe subendo gravi perdite sia in borsa (oggi il 40%) sia di liquidita’ a causa, quest’ultima, della fobia che ha assalito i correntisti che si sono messi in coda davanti agli sportelli per riavere indietro il loro denaro. La banca risponde con un ‘si’, avete tutto il diritto di ritirare i vostri soldi ma non fatelo, non c’e’ alcun motivo, la banca e’ solida’. A qualcuno ricorda Mohammed Saeed al-Sahaf, per gli amici ‘Ali’ il comico’ ?
In realta’ i motivi ci sono e sarebbero anche parecchi, non tanto legati a questo singolo avvenimentoo o alla singola fobia, ma perche’ da sempre avere i soldi in banca non e’ utile a nessuno. Tranne per la banca.
Tu ad esempio, quando prendi di interesse attivo ? lo 0.5% ? lo 0.8 ? Lordo. E quanto ti chiedono su un mutuo ipotecario, senza considerare gli scoperti, a volte al limite dello strozzinaggio ? Una persona normalmente si chiederebbe: ‘Perche’ se io li do alla banca prendo lo 0.5% lordo, se invece la banca lo deve dare a me, devo pagare cifre astronomiche ?’. La cosidetta forbice degli interessi e’ amplissima, ovviamente a sfavore dei correntisti.
La soluzione e’ semplice e banale: ritirare tutti i nostri pochi averi dalle banche per poi tornare potendo mercanteggiare il tasso di interesse attivo, sulla base non fissa o di un fantomatico tasso di inflazione assolutamente irrealistico, ma legato proprio al tasso passivo. Se la banca presta i miei soldi all’8%, io voglio il 40-50-60% di quelle entrate, che sono il frutto del mio denaro; la banca giustamente puo’ avere quello che le spetta come intermediario e per il servizio.
E’ naturale che quando le banche inizieranno a trovare la fila di gente fuori dagli sportelli a chiedere indietro i soldi dovranno cominciare a trovare un accordo, cosa che attualmente non viene fatta: loro impongono le regole, se va bene altrimenti via, ci sono tanti istituti di credito. Se invece vengono messi in ginocchio, poi si puo’ offrire loro una via di salvezza che e’, appunto, l’accettazione di normali regole di mercato: io do a te e tu dai a me.

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