Sciopero della sete

Il 26 gennaio 2006, pannella ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per protestare contro la pena di morte nel mondo.
A parte la dimostrazione di egocentrismo che tale comportamento denota, come se pannella si ritenesse in grado di poter alterare le posizioni di stati interi, e’ evidente l’assoluta incoerenza quando, arrivato al limite del proprio fisico cosa fa ? Smette.
E no, caro marco, allora che senso ha fare sciopero ? Se l’iran o la cina o gli usa capiscono che il tuo sciopero della sete e’ un bluff non cambieranno mai la loro strategia. Diciamo quindi quello che e’ in realta’, ovvero la ricerca di poter apparire in televisione.
Se realmente pannella volesse dare un forte peso alla sua protesta, che muoia a seguito dei suoi scioperi, altrimenti non hanno senso. E’ un ricatto e come tale va portato fino in fondo. Quale membro dell’anonima sequestri rapirebbe un bambino restituendolo in cambio di una semplice promessa di riscatto o solo perche’ sa che la polizia e’ sulle loro tracce ? Il ricatto va portato avanti fino in fondo e l’ostaggio si uccide se non si viene pagati, perche’ se i familiari capiscono che e’ uno scherza non si otterra’ mai niente. I rischi si calcolano prima del gesto. Suggerisco a pannella una dimostrazione ancora piu’ eclatante con lo sciopero del fumo: smetta di fumare in protesta a quello che vuole, fara’ un danno allo stato che non avra’ i suoi soldi e ci guadagnera’ in salute. Tanto i risultati che si prefigge con i suoi scioperi non li ottiene.

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