Favoritismi

Sempre piu’ spesso mi imbatto in avvenimenti che mi lasciano un po’, o tanto, perplesso, e non so se sia colpa mia che divento vecchoi e critico, oppure di un’italia, o di un mondo in cui, sempre piu’ spesso non mi rifletto. E me ne rammarico.
Una di queste e’ il trattamento di favore riservato agli handicappati, o portatori di handicap, o disabili o diversamente abili, come preferite indicare le persone che, per nascita o per eventi tragici, si vedono limitati nei movimenti o nel pensiero.
Giusto per evitare fraintendimenti, la frase sopra e’ da leggersi con tono sarcastico, in quanto gia’ l’uso delle parole denota l’effetto che, in questo intervento, vorrei sottolineare.
Il senso della domanda che mi pongo e’: che senso ha far entrare gratis una persona su una sedia rotelle in un museo ? Perche’ una persona, per il fatto di non avere l’uso delle gambe, ad esempio, entra al museo gratis ?
Di primo acchitto sicuramente penserete che sia cinico ed irrispettoso, ma questo non risponde alla mia domanda. Una persona dovrebbe avere diritto di entrare gratuitamente, o con sconto, al museo se non ha il denaro per farlo, avendo comunque diritto di accedere alla cultura, ma avete mai visto un cartello all’entrata con scritto dei limiti patrimoniali per accedere agli sconti ? Perche’ se uno e’ su una sedia a rotelle, non e’ detto che non abbia possibilita’ economiche.
Ecco il punto. Verso i disabili vengono presi accorgimenti, decisioni, quali gli sconti sull’acquisto dell’auto, sui treni, nei musei, e gli esempi sarebbero tantissimi, ma qual’e’ il motivo che spinge a tali scelte e’, a mio avviso, chiaro: poverini, questi sfortunati, dobbiamo fare qualcosa per loro. Ed e’ l’errore piu’ grave che si puo’ fare con un disabile, trattarlo come se fosse un diverso, una persona in costante necessita’ di essere aiutato, mentre invece devono essere trattati il piu’ possibile come persone senza menomazioni, spingendoli invece a dare il massimo per raggiungere gli obiettivi.
Ricordo una non vedente dire che le dava fastidio quando le prendevano il braccio per portarla in giro mentre invece era gradito che le porgessero il braccio, sarebbe stata lei a prenderlo e farsi accompagnare. Chiara la differenza.
E’ giusto quindi che ci siano degli aiuti per superare le difficolta’, ad esempio pagando sulle auto i comandi speciali che siano necessari in modo che il disabile paghi l’auto nella stessa misura di chiunque altro, ma l’IVA abbassata e’ un abuso, perche’ non e’ detto, come esposto prima, che un disabile sia povero e secondo me e’ pure un insulto.
Un altro esempio sono i parcheggi riservati. Io conosco genitori che, perche’ il figlio e’ disabile mentale e senza patente, si e’ fatta fare prima il permesso e poi il parcheggio davanti a casa, eppure il figlio sa benissimo camminare e gode di una buona autonomia. Non si poteva quel parcheggio, magari metterlo davanti a casa di una persona che realmente ha difficolta’ a muoversi (anche anziana) e cui il posto sotto casa farebbe veramente comodo ?
Il buonismo pervade in maniera oramai esasperata molte scelte, la pieta’ oserei dire, portata a limiti estremi. Le persone invece si devono aiutare quando ne hanno bisogno, non a forza.
Ricordo un episodio raccontatomi da operatori, che in vacanza al mare con un gruppo di ragazzi down (naturalmente in giugno, perche’ in agosto non si puo’, li abbiamo aiutati questi disabili con l’IVA al 10 sulle auto ma non li vogliamo vedere sulle spiagge…), si stavano divertendo tutti insieme in discoteca, quando si avvicina una signora chiedendo chi fosse il responsabile e predicando che quei poverini dovevano riposare, stare tranquilli, quando se ne esce uno di questi ragazzi che, fantasticamente le dice ‘ma perche’ non ti fai i cazzi tuoi ?’

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