Cicloturismo 2019: nella natura attorno al lago Mälaren

L’idea, pazza, era nata durante il viaggio di ritorno del giro cicloturistico del 2017 (del quale scriverò più avanti), suggeritami da Flavio, il cugino svedese: “perchè non fate da Oslo a Stoccolma ? E’ lunga, ma avrete il vento della corrente del golfo alle spalle”. Subito gli animi si sono accesi e, sebbene per il 2018 la meta fosse già stata pensata, perchè non analizzarla per il 2019 ?

Purtroppo l’idea s’è scontrata con una realtà poco consona al nostro modo di viaggiare: tappe lunghe, difficoltà di trovare da dormire tramite Internet e molti giorni di viaggio. Tra Oslo e Stoccolma ci sono pochi paesi, lontani l’uno dall’altro e questo avrebbe costretto ad allungare le tappe giornaliere che cerchiamo di tenere attorno ai 60km giornalieri, sforando solo se necessario vista l’andatura media molto tranquilla. In più non c’era molto da visitare lungo il tragitto, mentre a noi piace, se possibile, almeno fare quattro passi nella civiltà, godere di qualche museo o luogo turistico.
Ecco quindi l’alternativa: Göteborg – Stoccolma. Anche qui, però, nonostante si rimanga in terra svedese e si accorci il percorso, ci sono gli stessi problemi di distanza perche’ tra le due città non c’è molto, rendendo molto difficile il pernottamento, facile se si viaggia dormendo in tenda potendosi piazzare praticamente ovunque, meno se si è avezzi alle comodità di un letto e una doccia alla sera.
Entrambe le due opzioni, poi, soffrono dello stesso problema di logistica: il trasporto delle bici. Per non doversi portare in giro il materiale per l’imballo (cartoni o sacche che siano) bisogna optare per un circuito ad anello, altrimenti ci si deve organizzare per trovare in tempi rapidi qualcosa il giorno della partenza e, non avendo voglia di sbattersi troppo in questo senso bisognava optare per un giro ad anello.

L’idea definita nasce quindi da queste semplici considerazioni: giro ad anello, semplicità logistica nel trasporto, zone abitate e qualcosa da vedere, ne viene cosi’ fuori il giro, o quasi, del lago di Mälaren (quello che, scopriremo, e’ un percorso tabellato come ‘Mälardalsleden’), con partenza ed arrivo dalla casa di Flavio: Västerås – Stoccolma – Västerås in cinque tappe.

La preparazione

Arrivati al nostro quinto anno di cicloturismo, la preparazione è piuttosto rapida avendo un elenco di ciò che serve e come stiparlo nelle borse da bici. Le bici sono le stesse che abbiamo usato l’anno scorso, ovvero due mountain bike come la mia Specialized stump jumper di una ventina d’anni fa e una Scott non molto più recente. Non ho mai provato altri modelli, probabilmente le bici gravel che vanno di moda oggi potrebbero andare bene, ma sono tuttora convinto che una buona MTB sia l’ideale, con buona capacità di carico (usando ancora le borse e non il bikepacking), versatilità e una grande varietà di rapporti per trarsi d’impaccio nelle situazioni difficili pur non avendo una grande gamba allenata. Il carico viene suddiviso sulle due borse posteriori Vaude AquaBack plus (con la comoda tasca aggiuntiva) contraddistinte ognuna da un’etichetta per sapere cosa c’è dentro senza aprirle tutte in caso di necessità, borsello anteriore sempre della stessa linea Vaude. Io in più ho uno zaino appoggiato alle due borse e il sacchetto con le catene ed i lucchetti.
Prima di partire ho portato le bici da un meccanico di fiducia per un rapido controllo ed ho sostituito i copertoni della Scott, per il resto null’altro da fare.
In Svezia la moneta è la corona svedese, una settimana prima mio cugino mi avvisa di non cambiare molti euro in corone perchè il contante è scarsamente utilizzato e, in alcuni posti, non viene proprio accettato. Sarà cosi’, non ho cambiato un euro e fatto tutto con carta di credito, anche l’accesso ai bagni dell’aeroporto o della stazione avviene con carta di credito. Occhio alle mance: i commessi scrivono l’importo della cena sul lettore delle carte, poi vi passa il lettore e dovete scrivere a vostra volta un’altra cifra che sarà l’importo più una mancia, io mi sono sempre regolato su un paio di euro in più rispetto al proposto. Per me è una stupidaggine, ma paese che vai…
Nota sulle tracce: quelli allegati sono i percorsi che ho effettivamente effettuato, presentano quindi alcuni errori di percorso (pochi in realtà e facilmente visibili) e partono da un punto di pernottamento all’altro, indicati nelle singole tracce. A parte l’albergo di Södertälje che non ci ha tenuto la bici in un posto sicuro nonostante le richieste esplicite (le abbiamo dovute parcheggiare nella piazza antistante), le restanti sistemazioni sono consigliate. Le tracce portano anche nei punti “pranzo”, che sono spesso i supermercati ICA dove si può fare la spesa, quindi se seguite queste tracce avrete anche il posto dove fare rifornimento. Alcune volte può sembrare di andare per boschi senza uscita, non vi preoccupate non è così.

La logistica

Quest’anno siamo tornati alla soluzione del primo anno della Parigi – Londra, quindi spedizione delle bici tramite corriere a casa di mio cugino a Västerås da dove sarebbero ripartite al termine del giro, mentre per noi comodo viaggio in aereo Ryan Air. A differenza del primo giro, non ci siamo dovuti portare appresso le sacche da bici (ingombranti e pesanti) ma abbiamo fatto con degli scatoloni da bici recuperati presso un negozio, che poi abbiamo lasciato da mio cugino e riutilizzati successivamente per il rientro.

Il trasferimento

Partiamo il 10 agosto dopo pranzo in auto verso Bergamo, l’aereo parte nel tardo pomeriggio e abbiamo il tempo di fare tutto con molta calma, parcheggiando nel solito low cost (che nel frattempo ha cambiato nome e luogo), navetta e via. Il volo è buono e arriviamo che scendono due gocce di pioggia ed un cielo coperto. Mio cugino è venuto a prenderci e affrontiamo il tragitto dall’aeroporto di Skavsta.
Il giorno dopo
è domenica, sballo le bici e le preparo, e stavolta non ho la sorpresa delle gomme scoppiate ed il viaggio non ha causato alcun danno. Poi andiamo in giro per la città, un po’ in auto e un po’ a piedi.

I tappa: Västerås – Strängnäs

La prima tappa inizia al mattino abbastanza presto, ha una giusta lunghezza e non dovrebbero esserci problemi altimetrici, d’altronde la Svezia non ha montagne da scalare. Partiamo con la scorta di mio cugino che ci accompagna fino al cimitero vichingo di Anundshög, che avevamo visitato il giorno prima. La giornata inizia fresca con una temperatura attorno ai 18 gradi, il giorno prima era molto ventoso ed ha pure piovuto per cui il mio timore era che, dopo un’estate calda e secca e con molto sole, il nostro arrivo avesse portato il maltempo, ma la partenza è sotto auspici migliori. La strada è perfetta e presenta un buon pezzo in mezzo a boschi che noi potremmo definire d’alta montagna, mentre qui si è in pianura, o meglio vallonato perchè presenta dei saliscendi che, alla fine, faranno aumentare il dislivello.
Schiviamo temporali e nuvoloni neri che scaricano in lontananza il loro umido carico di pioggia, prendiamo qualche goccia trasportata dal vento, percorriamo (unica segnalazione) il pezzo di strada statale 55 dal km 41 completamente bagnata, con i camion che ci sorpassano e ci nebulizzano l’acqua dall’asfalto: sarà il tratto piu’ pericoloso di tutto il percorso anche perchè dura circa 14 km e c’è molto traffico (relativamente agli standard svedesi), nel resto della tappa i veicoli incontrati sono veramente rari.
Lasciata la statale 55 appena possibile, vienimo colti alla sprovvista da un rovescio che, a circa 3 km dall’arrivo ci inzuppa completamente. La prendiamo ridendo perchè tanto siamo arrivati.
L’hotel è bello e la cittadina è piccolina ma merita di essere girata, soprattutto il lungolago con molte barche. La luce della scandinavia è un qualcosa di molto strano, i colori sono piu’ freddi e con un marcato contrasto, quindi le cose appaiono più nitide e vive. La cena avviene in un ristorante greco, non avendo trovato null’altro di aperto, ma tutto sommato non male.

Pernotto:
HOTELL LAURENTIUS
Indirizzo: Östra Strandvägen 12, 645 30 Strängnäs,
Telefono: +46 152 104 44

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II tappa: Strängnäs – Södertälje

Sveglia con calma e partenza per la seconda tappa, il cielo e’ prevalentemente sereno con un bel sole e la temperatura sempre sui soliti 17 gradi. I km sono più o meno gli stessi ma stavolta ci dovremmo fermare nella cittadina di Mariefred per visitare il castello di Gripsholms, una delle residenze reali. La strada passa attraverso numerosi boschi e radure e dove non ci sono i boschi ci sono campi di quello che penso sia grano che si estendono spesso a vista d’occhio da entrambe le parti. Si pedala in un’atmosfera quasi irreale per la mancanza di persone, di auto, di moto, in un silenzio rotto dal rumore degli pneumatici sui terreni a volte sterrati ma sempre perfettamente percorribili senza problemi, oppure dal vento che fa muovere le fronde degli alti alberi attorno.
Arriviamo a Mariefred giusto per ora di pranzo, prima però visitiamo il castello, bello nella sua austera sobrietà scandinava, una cartolina nella sua vista sul lago ed i suoi giardini perfettamente tenuti. Pranziamo in riva al lago dopo avere fatto un po’ di spesa al supermercato.
Ripartiamo alla volta di Södertälje (non riuscirò mai a pronunciarlo), e la seconda parte del tragitto si presenta più impegnativa, con tanto bosco e salite spesso sterrate, che suggeriscono di fare qualche uscita allenante prima di iniziare questo giro, ad ogni modo arriviamo nella città di destinazione. L’hotel è a posto, ma purtroppo non c’è posto per le bici nella luggage room interna, nonostante avessimo esplicitamente richiesto un ricovero sicuro per le bici: siamo in Svezia, è vero, ma è sempre fastidioso convivere con la paura di dover ripartire in treno o trovarsi qualche atto vandalico tipo gomme bucate o cerchi storti. Le leghiamo con tutti i quattro lucchetti di cui disponiamo e speriamo per il meglio. La cena è in un pub di quella che scopriremo essere una catena, con un ottimo doppio cheese burger ed un altrettanto ottima birra. Uscendo scambiamo quattro chiacchiere con un ragazzo di Torino in trasferta presso la Scania, che dovrebbe avere uno stabilimento li vicino.

Pernotto:
QUALITY HOTEL PARK SODERTALJE CITY
Indirizzo: Saltsjötorget, 151 22 Södertälje, Svezia
Telefono: +46 8 550 265 00

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III tappa: Södertälje – Stockholm

Anticipiamo un po’ la partenza, la tappa non è lunghissima ma l’idea è di arrivare a Stoccolma il prima possibile, in modo da scaricare le bici e proseguire poi in un breve tour dell’isola di Sodermalm dove avevamo prenotato l’hotel.
La strada non è facile, presenta parecchie salitelle brevi, ma in un susseguirsi continuo, in mezzo a boschi e sterrati in quella che dovrebbe essere la tappa con maggior quantità di fuoristrada, ad occhio un 80% del percorso infatti sarà su questo fondo.
Prendiamo un traghetto, gratuito per i ciclisti, che porta da Slagsta all’isola di Ekero, dove l’idea era di visitare il castello di Drottningholm, ma purtroppo il tempo stringe e ci accontentiamo di una rapida visita all’esterno, prima però mangiamo su quella che scopro chiamarsi “Flora’s Hill” e che noi pensavamo essere il giardino del castello ma che rimane un ottimo posto per consumare il pasto procuratoci poco prima in un supermercato ICA.
Riprendiamo in direzione Stoccolma e quando finiscono i saliscendi del terreno iniziano i lunghi ponti che portano all’interno della capitale svedese. Se prima eravamo paicevolmente colpiti dalla civiltà degli svedesi, qui si raggiunge il culmine perchè dev’essere tutto rapportato al fatto che si tratta pur sempre di una capitale europea da quasi un milione di abitanti (oltre due se si considera l’area metropolitana), e nonostante questo non si vede sporcizia, tutto è in ordine, le auto viaggiano rispettosamente, gli attraversamenti stradali sono quasi fastidiosi per noi che siamo abituati ad elemosinare le precedenze anche quando sono dovute, con le auto che rallentano decine di metri prima e si fermano immancabilmente, e che ci fanno gesto di passare davanti alla nostra incredulità. Passiamo sotto un ponte dove è allestito un punto di ritrovo per i giovani, con una pista a tre corsie per fare i 100 metri ed una grande pista per skateboard e monopattini, dove bambini e ragazzi impazzano sui loro mezzi. E poi parchi, parchi infiniti, attrezzati per bambini di tutte le età. E i bambini sono tanti, spesso in carrozzine o passeggini spinti da papà.
Ci lasciamo avvolgere dall’aria della capitale ed arriviamo al nostro hotel, scarichiamo i bagagli, il tempo sta cambiando rapidamente e siamo indecisi, alla fine partiamo lo stesso, dovremmo fare un bel po’ di km secondo il ruolino di marcia ma una volta giunti al primo punto visita, l’Ericsson Globe, decidiamo di tagliare alcuni punti secondari, tra cui il cimitero nel bosco troppo lontano. Saliamo sul Globe quando inizia un fortissimo vento ed inizia a piovigginare, ma la vista dall’alto e’ comunque interessante, ma forse non vale il prezzo del biglietto soprattutto con il cielo coperto. Una volta scesi il vento è cessato. Ci dirigiamo verso Sofia Kirka, da vedere da fuori perchè già chiusa e poi verso il Fotografiska, non senza aver atteso il passaggio di uno scroscio d’acqua sotto un androne. La mostra è molto cruda, se non volete vedere scene di guerra e morte non andate. Prima di entrare alla mostra, però, ci accorgiamo che la Scott ha la ruota posteriore a terra. Colgo l’occasione delle luci del tramonto e quelle del museo per sostituirla: la causa e’ il logorio dovuto dall’attrito tra la camera d’aria e la fascia antiforature comperata al decathlon, con cui ho attrezzato tutti e quattro i cerchi. In effetti si tratta di una fascia di plastica piuttosto rigida che nei punti di contatto con la camera d’aria crea delle criticità, infatti l’interno era cosparso di polvere di gomma. Cambiata la camera, tolta la fascia e rimontato il tutto con la speranza che le altre tre non dessero problemi.
Rientriamo in hotel, e visto il meteo incerto decidiamo di cenare nel pub adiacente l’hotel.

Pernotto:
MOTEL L
Hammarby Allé 41, 120 30 Stockholm – Sweden
Telefono: +46 08-40902600

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IV tappa: Stockholm – Bålsta

Sveglia piuttosto presto anche oggi, la tappa sulla carta presenta un buon chilometraggio ed un buon dislivello, per cui è necessario mettersi in marcia senza troppi indugi. La destinazione è l’unica per cui non è stato possibile prenotare in anticipo la cena, l’accordo con il punto di pernottamento (una specie di agriturismo) era di avvisare qualche giorno prima in modo da accordarsi sulla possibilità in quanto, solitamente, prepara la cena solo per gruppi numerosi; l’alternatica sarebbe stata di fermarsi in qualche supermercato per provvedere visto che l’alloggio si trova in mezzo ai campi. Alla fine riusciamo ad accordarci, strada facendo, per un menù ad un prezzo di 30€ a testa.
Uscire da Stoccolma non è difficile, il problema è il traffico del mattino conseguenza anche dei tanti lavori, anche imponenti, e la fretta dei ciclisti e dei tantissimi utilizzatori di monopattini elettrici: una vera piaga. Noi con i bagagli ci muoviamo lenti e con l’incertezza di chi segue una traccia senza sapere esattamente cosa sta facendo. Ad ogni modo, attraversiamo la capitale da sud a nord fino a quanto la ciclabile ci porta nella periferia e poi oltre. Superiamo un bellissimo laghetto dopo Sollentuna dove vale la pena fermarsi, fare qualche foto e una breve pausa, per poi proseguire attraverso quartieri ordinati e silenziosi. Le auto non sono più un problema, ormai relegato alla capitale, e si viaggia con tranquillità. I boschi sono meno numerosi e le salite meno faticose. Attraversiamo un centro di tiro, anticipato dai numerosi colpi che si sentono in lontananza tanto che all’inizio ho pensato si trattasse di un poligono militare con armi ben più pesanti di fucili e carabine.
Arrivati a Sigtuna facciamo spesa al supermercato ICA per poi pranzare lungo il lago antistante la città, verdissimo e estremamente ordinato, dove sono in molti a passare del tempo in serenità. La cittadina è molto bella, vale la pena uscire un attimo dalla traccia ufficiale e andare a visitare i resti delle due chiese antiche (se seguite la mia traccia nel link ci arrivate).
Ripartiamo e nel tardo pomeriggio arriviamo a Brunnsta, la nostra destinazione, dove ci accoglie Lena che parla un italiano sorprendentemente perfetto. La cena sarà molto interessante, preparata solo per l’affetto che prova per gli italiani e l’Italia, dove passa almeno un paio di mesi l’anno con dei gruppi che organizza. La camera è in una casetta perfettamente sistemata e volendo si può usufruire anche di una cucina comune. Vale veramente la pena sostare qui.

Pernotto:
BRUNNSTA GARD
Indirizzo: Brunnstavägen 19, 74693 Bålsta, Svezia
Telefono: +46 70 885 23 15

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V tappa: Bålsta – Västerås

Ultima tappa del viaggio, la stanchezza inizia a farsi sentire ma la meta è vicina. Salutiamo la simpatica Lena ed il marito e sotto un cielo che minaccia pioggia partiamo. In effetti di notte è piovuto e anche mentre preparavo le bici (mia ruota posteriore a terra, probabilmente stesso discorso di due giorni prima) non è mancata qualche goccia. Comunque via, non si può perdere troppo tempo. Non ci sono posti da visitare e vista la giornata minacciosa è meglio così, infatti un paio di lavate riusciamo a prenderle.
Molto bello l’arrivo nel quartiere dove vive mio cugino, totalmente immerso in un parco attaversato da decine di chilometri di piste ciclabili e zero auto. Si sarebbe portati a pensare che sia una fortuna, ma la realtà è che in Svezia quella è la norma, che porta la qualità della vita a livelli impensabili. Probabilmente noi che siamo più abituati a prendere l’auto anche per fare un solo chilometro sarebbe difficile adattarsi nei primi tempi, ma il tutto va visto nella logica di prendersi sempre il tempo per fare le cose, senza l’assillo di fare tutto di corsa. Che poi, è un po’ lo scopo del cicloturismo.

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Giudizio finale

Dopo cinque giorni in giro in bici attorno al lago Mälaren posso dire di essere rimasto entusiasta. I paesaggi sono spettacolari, nonostante il meteo non fosse sempre dei migliori il sole s’è visto spesso illuminando con la luce scandinava laghi, boschi, strade, sterrati, con quel caratteristico “cielo schiacciato” come amo definirlo. Già Olanda e Danimarca sono un bell’esempio di civiltà, ma la Svezia è uno scalino sopra, con un rispetto della gente e delle regole che, purtroppo, in Italia è pura utopia. Strade pulite, boschi tenuti perfettamente, la Svezia è davvero un paese da portare ad esempio. Il giro, così come l’abbiamo fatto, non richiede grande preparazione atletica, ma è consigliato fare qualche giro di preparazione perchè le salite, sebbene corte, a volte sono un po’ ostiche e, soprattutto sono frequenti. Molti i tratti sterrati, comunque compatti e nei boschi quindi, come detto all’inizio, il consiglio è di optare per una MTB. Ultima cosa: la Svezia è un paese costoso, per cui se non avete intenzione di girarlo in sostanziale autonomia con la tenda, prevedete un costo superiore al solito per alberghi, ristoranti e birra (quella con una gradazione decente).

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