25-08-2010 18:38:53

Fine stagione 2010, inizio 2011

Eccomi qui, al 25 di agosto, a sancire il termine della stagione sportiva 2009/2010.
Avrei voluto finire col botto (in senso positivo), realizzando uno dei sogni che coltivo da quando ho iniziato ad andare in bici: il giro dei quattro passi, noto anche come sellaronda, comprendente il passo Sella, il passo Gardena, il passo Campolongo ed il passo Pordoi. Avevo gia' iniziato a pensare ieri notte, mentre la tensione mi impediva di addormentarmi, a cosa avrei scritto nel blog, a quali sensazioni sarei andato incontro nel pedalare nel meraviglioso scenario delle Dolomiti, a come avrei trasformato la stanchezza in emozione, ed invece alle 5:50, subito dopo la sveglia, un SMS mi ha annunciato che l'appuntamento sarebbe saltato per problemi di salute del caposquadra (aka mio fratello). Comunque il Sella, almeno per qualche milione di anni, rimarra' dove si trova, per cui ho tutto il tempo di programmare l'uscita un'altra volta, magari proprio a settembre.
Che dire della stagione conclusasi ? Iniziata presto, proseguita bene, mi ha portato a raggiungere nuovi traguardi e nuovi livelli di preparazione, culminati non solo con il percorso medio alla Gran Fondo Damiano Cunego, mio obiettivo fisso stagionale, ma proseguito poi nelle settimane successive cosa che l'anno scorso non ero riuscito a fare con continuita'. Mi sono tolto la soddisfazione di raggiungere il bivio del pidocchio, di scollinare al passo del Branchetto, di noleggiare una bici al mare ed affrontare strade mai viste, di doparmi alla vista di paesaggi stupendi dopo avere scalato le montagne pedalando.
Ora l'obiettivo e di non mollare, di non fare l'errore dello scorso anno quando arrivato ad agosto non ho praticamente fatto piu' nulla, in bici, fino a gennaio; ora l'obiettivo e' riprendere gia' a meta' settembre con esercizi mirati a migliorare ancora perche' ho notato che con le semplici uscite "prendi la bici e vai" non riesco ad andare molto oltre.
A settembre pero' si ricomincia anche con l'aikido, cercando il massimo impegno anche nelle presenze, visto che diversamente dagli anni scorsi prendero' parte anche alle lezioni iniziali quando invece solitamente riprendevo ad ottobre, ed a questo serve anche l'andare in bici: migliorare la resistenza allo sforzo per potersi concentrare maggiormente sull'esecuzione della tecnica piuttosto che a dover recuperare il fiato. A dicembre poi, se tutto andra' bene, dovrei avere l'esame per il passaggio di grado...a meno che non vengano tutti spostati a giugno.
Vedro' anche di partecipare a qualche stage in piu', l'anno scorso sono riuscito a presenziarne alcuni, nei prossimi mesi vedremo di darci da fare anche con questi perche' il relazionarsi con altri praticanti e' un metodo di crescita che mi piace molto.
Per quanto riguarda il tennis, vedremo di mantenere il mercoledi' come serata settimanale per fare un'oretta di scambi e magari aggiungere qualche domenica mattina. Ma questo e' proprio svago :) la qualita' del mio gioco e' talmente infima che dire "vado a giocare a tennis" e' quasi un insulto :)

14-07-2010 09:41:45

Moto, mare e jazz


Anche quest'anno si e' concluso il giro moto-jazz, con l'aggiunta di qualche giorno di mare.
Partenza lunedi', il VFR, dopo l'ennesima revisione delle forcelle, sistemazione dei freni e manutenzione varia, bello carico sembra andare bene ed e' lanciato in direzione Riccione. Quest'anno e' stato deciso di trascorrere qualche giorno sul litorale adriatico in compagnia di alcuni familiari che vi soggiornano. Il traffico e' piuttosto scarso ed in due ore e mezza si esce al casello di destinazione.
L'albergo non e' niente di eccezionale, ma il prezzo e' basso e va bene cosi', tanto ci si deve stare solo per quattro notti. La spiaggia' e' quella tipica romagnola, fatta di bagni (le spiagge in concessione ed attrezzate), sabbia fine e stranamente ombrelloni piuttosto distanziati ed e' popolata in maggioranza, vista la stagione, da mamme con bambini e nonne.
Ovviamente stare sotto il sole immobile e' noioso, e quindi in previsione mi ero informato con google: una bella ricerca con "noleggio bici riccione" ed eccolo li, un bel link "Noleggio biciclette da corsa a Riccione", 25 euro. Decido quindi che mercoledi' sarebbe stato il giorno giusto per un'uscita, per cui il giorno prima vado ad informarmi presso l'hotel Dory e per 25 euro mi mettono a disposizione una bici in carbonio Scott RC1 Pro montata Ultegra della mia misura. Mercoledi' mattina quindi mi presento, casco occhiali, abbigliamento, scarpe e attacchi (per non lasciare inutilizzabile la BDC a casa ho portato via quelli della MTB) pronto per partire per uno dei giri suggeriti da una bellissima cartina che mi viene data con oltre 20 percorsi, ovvero quello che in 100km e circa 1000m di dislivello porta a Urbino e torna per Tavullia (il paese di Valentino Rossi...), seguendo pero' il suggerimento del tecnico che mi aveva montato i pedali (che e' anche uno degli accompagnatori dei giri ciclistici organizzati).
La giornata e' bella, molto calda gia' dal mattino, la strada pedalabile senza tratti particolarmente impegnativi a parte qualche strappetto, e passata Urbino diventa un continuo saliscendi sulle colline. L'unico tratto duro e' stato per un errore commesso al bivio per Tavullia dove, invece di prendere per la strada principale all'incrocio giusto, ho anticipato e sono salito da una strada secondaria piuttosto ripida e, alle 12 sotto il sole diventava ulteriormente complicata, ma si tratta si poche centinaia di metri.
Alla fine, ecco qui la mappa del giro, considerando che poco dopo Tavullia si sono esaurite le pile del GPS :). L'esperienza e' stata estremamente positiva, ottimo poter andare tranquillamente al mare senza portare con se la bici (con il rischio di furti durante il trasporto e la permanenza) ma poter decidere di lasciare la spiaggia per un giro, anche in considerazione che non si tratta di vecchie bici in ferro, ma ultimi modelli, tenuti anche piuttosto bene.


(Chissa' perche' mi sono convinto fosse Orvieto mentre in realta' si tratta di Urbino... :) )
Terminata la fase mare, venerdi' si riparte in direzione Perugia per assistere al concerto di Mario Biondi e seguire poi qualche concerto gratuito di Umbria Jazz 2010. Stavolta niente autostrada, ma statale con deviazione verso Sansepolcro per acquisti. Bellissima la statale (di cui ovviamente non ricordo il numero) che curva dopo curva porta ad un passo (di cui non ricordo il nome) da cui si ridiscende con altrettante curve: il VFR ridisegna la strada, l'andatura e' lenta e tranquilla, giusta per godersi il percorso.
Da Sansepolcro a Perugia ci si affida alla E45, brutta strada dritta e sconnessa, piena di buche nonostante anno dopo anno si vedano i tentativi di rattopparla: la si mettessa a pagamento almeno cosi' non avrebbero piu' scuse per tenerla in situazioni talvolta anche pericolose, ma a questo punto la cosa che interessa e' arrivare.
Il B&B dove c'e' la camera prenotata si chiama "C'era una volta", ed e' arroccato in localita' Ponte Rio, arrivarci non e' difficile, solo l'ultimo kilometro dovrebbe essere maggiormente segnalato. La salita che dalla strada porta al cortile invece e' piuttosto impegnativo: un primo tratto di qualche decina di metri sterrata e sconnessa (in salita) mette a dura prova le sospesioni specie e pieno carico, ma anche il tratto successivo in cemento e' molto ripido e con tre profonde scanalature per lo scolo dell'acqua piovana che fanno toccare il terreno alla pancia del VFR: ammetto che l'ultima volta che l'ho fatta ho tirato un sospiro di sollievo. E' l'unica pecca di un posto molto bello, curato e pulito, gestito da due persone squisite che si prodigano per rendere il soggiorno il migliore possibile. La natura del soggiorno che ci si e' prefissato non prevede di stare molto nella struttura, infatti il tempo per una doccia e via verso Perugia (a soli quattro km) per fare un giro in attesa del concerto.
Perugia e' sempre una bella citta', posizionata in alto, che pero' soffre di criticita' come le strade impervie (infatti non si vedono molti cittadini andare in bici a fare la spesa...), strette ed una viabilita' a dir poco inefficace, fatta di sensi unici, svolte in galleria e semafori posti a ridosso di curve e salite particolarmente ripide. Il VFR scalda come una dannata, la ventola soffia l'aria calda, e fortuna che la revisione prima della partenza ha riguardato olio e pastiglie dell'impianto frenante anteriore :) Per il resto e' una citta' accogliente, pulita, il centro storico raccolto e facilmente visitabile (anche se lo scopo del viaggio non e' la visita di Perugia). Se ci andate in auto, consiglio di prendere la Minimetro', odiata dai perugini, ma molto comoda :)
Durante la permanenza bel giro al lago Trasimeno con gelato per pranzo in localita' Passignano sul Trasimeno, in un baracchino con giardino dotato di juke box :)
Il giorno dopo, gita alle cascate delle Marmore (tutta E45 fino a Terni, una gran rottura di scatole), ma il posto merita: sette euro di entrata son un po' tantini considerando che non c'e' nulla per cui questi soldi vengano spesi (la cascata c'e' e non ha grosso bisogno di manutenzione), ma si puo' stare sulle panchine, mangiare qualcosa in tranquillita' e quando la cascata e' aperta (ci sono gli orari, informatevi) la nube d'acqua e' molto refrigerante.
Il lunedi' si riparte, statale fino a Siena poi la bella statale (o regionale) 222 Chiantigiana che collega Siena a Firenze, tra poderi, rustici e bellissime case. Si evita il centro di Firenze e grazie al navigatore, si fanno strade altrimenti impensabili, passando per Fiesole e le colline di Firenze, per poi buttarsi verso Barberino del Mugello, sulla statale 65 che attraversa il passo della Futa (occhio ai camion causa lavori del raddoppio autostradale) ed il passo della Raticosa. La strada e' bellissima dall'inizio alla fine, ampia e sicura e consente curve pennellate a filo d'acceleratore. Arrivati a Pianoro, con le spalle e i polsi in fiamme, ci si butta in autostrada a Sasso Marconi e di nuovo autostradaper un paio d'ore.
Che dire ? Bellissime giornate, forse un po' troppo calde, ma trascorse magnificamente, con moto, mare e jazz, e quest'anno anche un po' di bici :)

04-07-2010 10:25:44

Fine stagione Aikido 2010


Con martedi' 29 giugno si e' conclusa la stagione 2010 di Aikido. In realta' la mia si e' conclusa con la fine di maggio, visto che per la Cunego sapevo che avrei perso la prima settimana e per motivi di lavoro (corso NIC a Bari) pure la seconda, piu' un altro giorno per motivi personali.
Il 24 giugno ci sono stati gli esami (io li ho dati a fine 2009), e qui potete vedere le foto che ho fatte. Belli, tosti...e vista la temperature direi anche tostati. Il caldo si e' fatto sentire, ma per fortuna quella sera non e' stata particolare, tanto che alla pizza in riva all'Adige c'era quasi fresco, ma sul tatami, mancanza d'aria e tensione hanno fatto il loro bel lavoro per complicare la vita degli esaminandi: respiri affannosi, corpi sudati, momenti di pausa rubati tra una tecnica e l'altra hanno caratterizzato le presentazioni delle tecniche.
Dal mio punto di vista e' stato un anno un po' complicato, caratterizzato da qualche assenza per motivi di lavoro (fortunatamente mai per motivi di salute per quanto ricordi), ma anche da un buon numero di stage. Gli stage mi piacciono, danno modo di confrontarsi con altre persone, altri modi di vedere le tecniche che, anche quando sono base e fatte centinaia di volte, appaiono sempre nuove.
Ora spazio alla bici (durante il periodo invernale, il martedi' e il giovedi' sono dedicati all'aikido ed il mercoledi' al tennis, quindi per la bici rimane il week end) e al tennis, oltre ovviamente alla moto e alle vacanze :)

03-07-2010 14:07:47

Vecchi nemici

Iniziai ad andare in bici da corsa con una certa costanza all'inizio del 2009, sebbene negli anni precedenti avessi dedicato qualche ora alla mountain bike.
Un giorno, nel 2008, chiesi a mio fratello di andare a fare un giro insieme, all'epoca avevo la sola MTB, per cui partimmo ma, invece di procedere per una strada sterrata (la salita che da Montorio porta al castello, lunghezza circa 300 metri) come era mia intenzione, iniziammo la salita asfaltata che da Montorio porta al Pian di Castagne'. E' una salita molto nota perche' breve e vicina alla citta', quindi ideale per un'uscita quando si ha a disposizione poco tempo. Ebbene, arrivai all'incirca al quarto tornante, poi le gambe dissero basta, non volevano piu' saperne.

Da allora sono passati molti km e molto asfalto sotto le ruote e finalmente riesco a fare non solo quella salita ma anche altre che, via via, sono diventate vecchi nemici. Sconfitti certo, ma alcuni con l'onore delle armi. Sono nemici veri, duri da sconfiggere, riuscire a vincerne la resistenza richiede forza, testa e applicazione, ma soprattutto nemici leali.
Dopo la salita di Montorio, il nemico successivo e' diventata la salita che da Bellori porta a Cerro Veronese, in vista della GF Cunego del 2009, seguita dalla salita che da Torri del Benaco porta al passo dello sceriffo (dopo la pausa invernale).
Ovviamente per molti che vanno in bici, queste sono salitelle paragonabili alla "cima del diavolo" della coppa Cobram di Fantozzi :) ma per sono state gli obiettivi nel mirino per avere una ragione nel prendere la bici e partire (e spesso tornare a casa sconfitto ;) ).
Ogni tanto mi piace tornare su queste salite, ad incontrare questi nemici che furono, un po' come due vecchi eroi di guerra che si ritrovano a parlare su quelli che furono i campi di battaglia.
L'ultima volta che mi sono dovuto fermare, durante una salita, e' stato a fine inverno e' stato sulla salita che da Brenzone porta a San Zeno di Montagna, ma li la salita era veramente impegnativa, soprattutto dopo la pausa invernale, ma quando comincia il fresco vedo di tornarci ;). Il bello e' che questi sono nemici che non scappano, sono sempre li, pronti ad accettare il guanto di sfida.

11-06-2010 21:24:06

Gran Fondo Damiano Cunego 2010


Eccomi qui, con quasi una settimana di ritardo, a raccontare com'e' andata la mia seconda gran fondo (in realta' il circuito fondo da poco meno di 89 km), ritardo dovuto a motivi di lavoro.
Tutto ha avuto inizitio il sabato pomeriggio, con il ritiro del pacco gara, che ritengo molto buono: zainetto (economico), bottiglia di vino, borraccia vuota, integratore di carboidrati, barretta energetica, un berretto ed un paio di calzini. Considerato il miserrimo pacco gara della Lessinia Legend del mercoledi' prima, una cuccagna :)
Andiamo presto, ma c'e' gia' un sacco di gente, atmosfera allegra, per me inizia gia' l'ansia, non sono abituato :) e poi vedere tutte queste gambe depilate, polpacci e quadricipiti che hanno macinato migliaia di km...mi sento un po' fuori posto. La location e' stata cambiata in fretta e furia per ordine del Comune, probabilmente per paura che, dopo il Giro d'Italia, bloccare nuovamente le strade della citta' avrebbe dato troppo fastidio alla cittadinanza, ma secondo me non e' poi cosi' male.
Arriva quindi la domenica mattina. Per la prima volta mi alzo presto per fare colazione, voglio vedere se ottengo un beneficio: quindi sveglia alle 5.30, colazione con the', fette biscottate e nutella e poi di nuovo a letto.
Sveglia alle 7, preparazione, e poi mi dirigo in bici verso la zona di partenza.
C'e' gia' un sacco di gente, alle 8.15 del mattino, le griglie sono piene, gente festosa, odore di creme e unguenti. Attendo, fuori griglia, tanto non ho alcuna velleita' di classifica ed e' gia' tanto se riesco a portarla a termine senza sputare un polmone. Alle 8.45 l'altoparlante gracchia "si prega a chi e' in griglia di tornare indietro": ci saranno almeno mille persone, completi di bici, pronti al via, e non e' comprensibile la richiesta: fischi si alzano dalla massa di ciclisti. Mi metto in griglia pure io, assieme a mio fratello che, per questa occasione si mette a mia disposizione per fare insieme il percorso. Fa caldo, il sole inizia a picchiare, i primi iniziano a muoversi, poi i secondo e poi via via il serpentone prende vita ma, arrivati all'incrocio, invece di tirare dritto come prevederebbe il circuito, si gira a destra, poi ancora a destra e poi ancora a destra, per tornare al punto di partenza :) In sostanza per rifare le griglie fanno fare il giro dell'isolato: scopo forse raggiunto, ma creano ulteriori casini. Comunque, dopo un'altra attesa si riparte ma, qualche km dopo altro stop. Secondo me i mezzi dello staff sono rimasti indietro e li aspettiamo mentre fanno un'altra strada. Il caldo aumenta ma almeno riesco a sciogliere un po' la tensione.
Finalmente si parte seriamente, cerco di tenere il ritmo di mio fratello davanti a me, ma i primi chilometri sono sempre molto difficili, perdo un po' contatto, cerco altri con un ritmo piu' adatto al mio, mentre mio fratello ogni tanto rallenta per aspettarmi. Molte forature: l'anno scorso e' toccato a me, e spero che questa volta vada tutto liscio, anche se mi sono premunito per benino: camera d'aria di scorta ma anche pezze TipTop e mastice :)
Inizia la prima, lunga salita, comprensiva di cronoscalata. Nel test di un paio di settimane prima l'ho fatta in circa 1h05m, ma sento di avere un buon ritmo ed anche il tratto piu' duro riesco a superarlo senza entrare troppo in affanno. I chilometri della salita passano, mio fratello non si vede se non quando rallenta per farsi raggiungere poco prima dello strappo dei Ronconi: lo raggiungo, e poco prima del termine della cronoscalata gli faccio un bello scherzetto: scatto e gli rubo la cronoscalata per due decimi di secondo :) Tempo: 52m31s34d
Inizia poi il saliscendi verso Erbezzo, qualche strappo e poi breve ristoro.
Si riprende in direzione BoscoChiesanuova, altri strappetti di qualche centinaio di metri, ma la gamba risponde bene, molto bene e via verso Valdiporro, discesona con qualche curva pericolosa, e poi salita verso San Francesco, costante e pedalabile. Arrivati a San Francesco si prosegue con uno strappetto verso Camposilvano, per scollinare e scendere verso Velo Veronese e qui la sorpresa: discesa piuttosto tecnica, con un susseguirsi di tornanti fino al bivio fondo/granfondo e salita...salita che non avevo previsto nel giro d'ispezione un paio di settimane prima...la prima idea e' che sia la stessa salita che avevo in programma, ma presa un po' piu' a valle, ma con il proseguo della salita mi rendo conto che no, e' proprio un'altra, il caldo si fa sentire, il sole picchia piuttosto forte e la salita e' abbastanza tosta (e lunga), ma lassu' vedo una strada, sicuramente dove termina questo tratto. Arrivo abbastanza provato, mio fratello e' li che mi aspetta dopo avere allungato giocando un po' con se stesso, e sono convinto che d'ora in poi sara' discesa ma mi rendo conto che la strada su cui siamo sbucati non e' esattamente quella prevista e un dubbio si insinua, dubbio che dopo pochi chilometri si materializza con San Mauro: c'e' un'altra salita da fare, quella che avevo provato.
Dopo la discesa passato San Mauro, ecco l'imbocco della salita, la terza e ultima. Le gambe sono stanche, le borracce iniziano ad essere vuote, il loro contenuto fa gia' parte dell'atmosfera. Pedalo e poco prima dello scollinamento iniziano ad arrivare i primi del percorso lungo. Cerco Senna977, non vedo alcuna maglia nera della Cervelo: peccato, volevo incitarlo un po' dovo avere letto delle sue imprese sul web (il giorno dopo scopriro' che ha cambiato maglia). Comunque scollino, accompagnato da mio fratello che anche in questa occasione si e' fermato ad aspettarmi, non mi fermo al secondo ed ultimo ristoro, oramai la testa e' all'ostacolo successivo: una salitella, o piu' un falsopiano, di poche centinaia di metri, ma che dopo i chilometri precedenti assume un diverso grado di difficolta'. Lo passo, ed inizia la discesa, sempre attaccato alla Wilier Le Roi di mio fratello, fino al piano e via verso Montorio sul filo dei 40km/h. Le gambe urlano che non ce la fanno piu', chiedo di rallentare un po', ma la risposta e' un mantenere il ritmo. Sento che dietro ci sono degli intrusi, altri che succhiano la ruota, mancano un paio di chilometri, forse meno; incrociamo un atleta Verona Bike in panne, peccato. Poco dopo arriva un treno di qualita', formato dal secondo gruppo di testa del gruppo, il loro ritmo e' decisamente superiore e mio fratello decide di aggregarsi e mi lascia libero di rallentare.
A circa 600/800m dall'arrivo eccolo li' mio fratello, con il tubolare posteriore sgonfio...senza rallentare gli allungo la pompa pensando che potesse essere sufficente: non lo sara'...il tubolare e' esploso in una buca della strada: arrivera' mestamente spingendo la sua Le Roi.
Gli ultimi chilometri miei sono un bel susseguirsi di emozioni, in particolare soddisfazione: mai avrei pensato di arrivare a questo livello, per molti un livello basso, quasi infimo, ma per me impensabile solo un paio d'anni fa, e a dire il vero anche qualche mese fa, quando ho ripreso a fare qualche salita dopo la pausa autunnale e le uscite invernali.
Alla fine: tempo finale 4h04m03s75c, 1507mo su 1944. Sono molto contento :)
Un grazie ovviamente a mio fratello che mi ha seguito e sostenuto per tutto il percorso :)

30-05-2010 11:04:55

Gran Fondo Damiano Cunego -7 giorni


E' da parecchio che non scrivo nel blog :) ma il momento topico della stagione ciclistica (la mia) si sta avvicinando: manca oramai una settimana alla Gran Fondo Damiano Cunego 2010.
La novita' di quest'anno e' che partecipero' al circuito medio, 98km con un dislivello di 1880m (qui la planimetria), e non al corto. L'aumento di distanza e il tipo di salita, soprattutto la cronoscalta verso Erbezzo, mi hanno fatto temere fino all'ultimo di dover ripiegare sul corto, ma la settimana scorsa ho testato il giro e l'ho portato a termine quindi, in termini assoluti, la gamba c'e' e la testa anche, per cui non dovrei arrivare a casa a bordo del servizio scopa :) I tempi, ovviamente, sono quelli che sono...controllando il mio tempo sulla cronoscalata con quelli dell'anno scorso mi posiziono...mmhh...dire "nella parte bassa della classifica" e' un eufemismo...siamo onesti e diciamo pure negli ultimi 20 su oltre 2700 :) ma non ho alcuna velleita' di classifica, per me la GF Cunego e' solo uno stimolo per poter prendere la bici la domenica mattina d'inverno con -2 gradi :)
Altra novita' di quest'anno, mio fratello non fara' il lungo ma fara' il medio con me, anche perche' il 2 giugno va a fare il lungo in mountain bike nella Lessinia Legend, e comunque mi ha seguito per un po' tutto l'anno e quindi ha messo da parte la sua preparazione.
A proposito di preparazione, la mia quest'anno e' iniziata molto presto, con uscite sul lago di Garda tipiche per i ciclisti della zona, per cui sono riuscito a fare abbastanza fondo, ma ho iniziato tardi a fare salite, per cui la gamba e' quello che e', penso che comunque, a conti fatti, sia migliore rispetto all'anno scorso. L'obiettivo di quest'anno e' non mollare ma eventualmente fare una fase di mantenimento in vista del 2011, perche' in un paio di mesi i livelli (che gia' di loro erano bassini, diciamolo chiaramente :)) sono tornati a zero, ed ho fatto una gran fatica a riportarmi a quelli attuali.
Ieri ho fatto una bella uscita, con salita verso Erbezzo (non dalla strada della Cunego, ma facendo quella nuova), poi proseguito verso passo Fittanze facendo la strada del bivio del pidocchio...bellissima...la consiglio a tutti i ciclisti perche' e' tranquilla, pedalabile, senza strappi, con paesaggi stupendi. Subito dopo avere scollinato...acqua, tanta acqua, acqua a vagonate :) da sopra Fittanze per tutta la discesa fino a Stallavena...acqua che in alcuni tratti della valle attraversava la strada in piccoli torrenti :) La prima volta che arrivo cosi' in alto, e la prima volta che prendo cosi' tanta acqua. Speriamo quindi di avere gia' dato, in vista della Gran Fondo Damiano Cunego :) e che la settimana prossima sia una bella giornata di sole :)

07-12-2009 18:32:43

Disservizio poste

A parte le code allo sportello, non ho mai avuto grossi problemi con le poste (anche perche' cerco di averne meno a che fare possibile), ora nel giro di poche settimane mi sono ritrovato che due pacchi di materiale preso su ebay non sono arrivati e della posta non destinata al mio civico lasciata sulla cassetta postale.
Ho provato a compilare il modulo online per segnalare un disservizio ed ovviamente...ho ottenuto una pagina di errore. Ho quindi fatto la segnalazione al call center.
Ecco il testo della segnalazione che avrei voluto inviare per form:
In data 3/12/2009 veniva consegnata presso il nostro condominio varia corrispondenza destinata ad altri numeri civici: lettere bancarie, una lettera da un'ospedale ed un avviso di giacenza. Tale corrispondenza e' stata lasciata sulla cassetta postale, pensando che il postino l'avrebbe presa e consegnata, il giorno seguente, ai corretti destinatari. Cosi' non e' avvenuto. Oggi, 7/12/2009 mi sono recato all'ufficio postale di competenza XXXXXX XX a segnalare il fatto, dove, con molta semplicita', mi e' stato detto che "sono cose che succedono" e che avrei dovuto, io, reimbucare tale corrispondenza quando sarebbe stato piu' facile prenderla in carico e darla al postino il giorno seguente.
Ora mi chiedo quanta corrispondenza non mi venga recapitata finendo in altri civici e poi buttata, soprattutto in merito al fatto che, dopo anni di acquisti su ebay, ben due consegne non sono arrivate nel giro di un mese e che mi hanno costretto a chiedere il reinvio.
A questo si aggiunga che, per la stessa zona, sono gia' comparse in passato lamentele sul giornale cittadino L'Arena nella posta al direttore.
Chiedo che vengano prese adeguati provvedimenti, perche' se una lettera puo' anche essere consegnata per errore ad altro destinatario, questo non puo' avvenire per cinque lettere ed un avviso di giacenza, ne' e' tollerabile che tale corrispondenza venga ignorata dal portalettere quando rimanga sulla cassetta postale, ed in piu' non si puo' ricevere una risposta cosi' sbrigativa dal personale dell'ufficio postale.

Ora rimaniamo in attesa di essere chiamato dal personale "di secondo livello", e vediamo come va a finire.

30-11-2009 17:46:43

Digitale terrestre e canone TV

Lentamente, ma inesorabilmente, il digitale terrestre avanza. Vista da molti come una rivoluzione paragonabile al passaggio dal bianco e nero al colore, in realta' offre pochi punti a favore (piu' canali a disposizione, miglior qualita' dove il segnale arriva, etc) e alcune delusioni (il segnale appunto non arriva ovunque e i canali sono tanti ma la qualita' delle free to air e' scadente).
A breve anche nella mia zona si passera' al digitale terrestre, ma detto da un grande appassionato di Sky, la rivoluzione sara' veramente misera, gia' da anni sono abituato al segnale digitale, alla quantita' e soprattutto alla qualita' dei canali.
Nonostante io molto raramente segua i canali analogici che finiranno sul DTT, sono costretto a pagare il canone TV...o meglio, la tassa per il possesso della TV (molti non ci crederanno, ma se volete ho i bollettini :) ), ed ogni anno che sborso l'obolo richiesto mi sento come un idiota, e a poco lo spirito di legalita' mi aiuta a porgere la giugulare per l'ennesimo bacio dello stato vampiro, in mezzo a tanti, troppi che per vari motivi, non pagano.
Il passaggio al DTT, obbligatorio per tutti, poteva essere l'occasione per mettere ordine a questo stato di cose, trasmettendo criptati anche i canali free, assogettandoli al pagamento della tassa TV, in questo modo tutti avrebbero dovuto pagare, e non solo noi poveri idioti. Nulla sarebbe cambiato, bastava obbligare per legge l'uso di decoder con lo slot per la scheda di stato, ed il gioco era fatto.
Cosi' non e' stato, cosi' chi ha sempre evaso, continuera' a farlo e noi, poveri idioti, ogni anno ci sentiremo sempre piu' idioti ma sempre in prima fila. Si', dal tabaccaio a pagare.

25-10-2009 13:00:00

Ripresa attivita' sportive

Oggi ho ripreso, con il ciclismo, tutte le attivita' sportive: il tennis a fine settembre, aikido inizio ottobre ed ora la preparazione per il 2010 in bici.
Girello classico invernale, nonostante la temperatura primaverile, ovvero Verona, Lazise, gardesana fino a Torri, Albisano, Affi e poi rientro a Verona via Pescantina e Chievo, per un totale di 87 km in 3h40m per oltre 600m di dislivello. Dopo oltre 2 mesi in cui non praticavo seriamente, la fatica si e' sentita tutta, ed un dolore al ginocchio sinistro mi ha accompagnato negli ultimi 15 km, rallentando parecchio l'andatura. Tutto sommato sono pero' contento, ora vediamo di mantenere un po' il ritmo, eventualmente accompagnando la preparazione con sedute di spinning visto che la spinbike ce l'ho (ed e' attualmente usata come appendiabiti) :)
Anche l'aikido sta andando bene, sebbene i risultati siano piuttosto scadenti, ma e' troppo poco tempo che pratico per cui non ci si deve lamentare troppo, spero solo di riuscire a essere decentemente preparato per l'esame di passaggio di grado il 19 dicembre, magari facendo un paio di stage nel periodo preparatorio.
Il tennis sta dando soddisfazione, non riesco a giocare tanto quanto vorrei, ma i risultati si vedono, riuscendo a divertirmi senza tirare pallate a casaccio :)

08-08-2009 17:33:36

Uscita in bici con Eros Poli !!!

Subito, il caro lettore, si sara' incuriosito dal titolo e si sara' chiesto, molto probabilmente, "Chi e' Eros Poli ?". Fino a questa mattina poco ne sapevo anch'io, se non che e' un ex ciclista professionista di Verona che, il sabato mattina, raduna un gruppo di ciclisti alla diga del chievo per un giro in bici tutti insieme. Incuriosito, ho cercato un po' di piu' ed e' saltato fuori che e' campione olimpico a Los Angeles 1984 nella cronometro a squadre, ed ha vinto la tappa del Mont Ventoux al Tour de France del 1994, una delle piu' temibili, soprattutto per un ciclista che non aveva nelle salite l'asso nella manica.
Ebbene, si parte in gruppo in direzione Parona, poi si passa per Castelrotto (no, non quello in provincia di Bolzano :) ), poi si inizia a salire, una salita leggera, ma per me ostica sia perche' al mattino faccio fatica ad andare sia perche' mi ci vuole comunque un po' per superare la fase "muscoli e testa fredde". Comunque si va. Ad un certo punto, io ero in fondo al gruppo, mio fratello mi chiama per nome, ed Eros si volta per vedere chi sia questo personaggio dal nome nuovo e mi nota e capisce che e' la prima volta che esco con il gruppo, quindi rallenta, mi scruta un attimo e mi dice "hai la bici piccola e hai la sella bassa...fermati un attimo che vediamo di regolare almeno la sella". Estrae una serie di chiavi a brugola e mi alza la sella di un mezzo centimetro (io come me l'ha data mio fratello, qualche centimetro piu' basso, l'ho sempre tenuta) e mi spiega come, se la gamba non sviluppa tutta la lunghezza correttamente possono sorgere dolori al ginocchio: infatti, leggete i post precedenti :), mentre per la bici piccola non si puo' fare nulla, quella e' e quella rimane. Ripartiamo, con il gruppo oramai avanti, e seguento la mia (lenta) andatura mi da alcuni preziosi consigli su come migliorare la posizione, il movimento del piede e come affrontare i tornanti in maniera piu' sciolta (e se lo dice lui che non e' un grimpeur...). Il tutto in maniera estremamente cortese e gentile.
Giustamente, passati alcune centinaia di metri nei quali mi tiene "sotto osservazione", riprende un po' il ritmo e io mi accodo ad un altro che ha piu' o meno il mio passo e che nel frattempo abbiamo raggiunto. Poco dopo arriviamo ad un bivio dove il gruppo ci sta aspettando (che figure ;) ).
La salita si fa un po' piu' tosta, non ricordo dove si sia di preciso non avendo mai fatte queste strade, ma la gamba reagisce un po' meglio, riesco a stare con il gruppo. Dopo alcuni chilometri il gruppo si divide: tutti tranne me e mio fratello scelgono di proseguire per una deviazione verso uno strappo, mentre noi due (o meglio io, mio fratello si e' adeguato) preferiamo proseguire per la strada a salita piu' tranquilla, con lo scopo di ritrovarci piu' avanti: non ci troveremo piu', e rimaniamo io e mio fratello a salire dalle parti di Cerna.
Proseguiamo, tanto la gamba ormai sta girando piuttosto bene, arriviamo a Sant'Anna d'Alfaedo, strappo di Ronconi e poi Erbezzo, quando decidiamo che l'ora del rientro e' oramai giunta, per cui giu' (quasi) a tutta verso Stallavena e da li, io sempre in scia ( ;) ) verso casa.
Totale: 84.4 km alla media dei 24.4
Ora vediamo come andra' alle prossime uscite, sicuramente qualche altra con il gruppo di Eros Poli la faro' perche' merita veramente, e poi se si sa che dei ciclisti si trovano ad una certa ora in un certo posto, si ha anche un appuntamento e questo aiuta perche' e' estramamente faticoso alzarsi al sabato alle 6.45 (o anche alle 8) per andare in bici da soli :)
Un grazie ad Eros per la cortesia e la gentilezza dimostrata verso uno che non aveva mai visto, e a mio fratello per avermi accompagnato, sicuramente rovinando una seduta di allenamento, al mio ritmo :)